Ormai sentiamo parlare sempre più spesso di un argomento che riguarda noi giovani italiani molto da vicino: la fuga dei cervelli.
Proprio degli “expat”, i ragazzi che lasciano l’Italia per studiare e lavorare all’estero e che,
spesso, scelgono di non tornare, parla il nuovo libro di Assunta Sarlo “Ciao amore ciao. Storiedi ragazzi con la valigia e di genitori a distanza”.

L’autrice, prendendo ispirazione dalla propria esperienza di emigrazione dal sud Italia per raggiungere il nord in cercadi nuove opportunità, e di genitore di due ragazzi “fuggiti” in Inghilterra per studiare, racconta la storia di 10 famiglie italiane, compresa la propria, e le motivazioni che hanno spinto genitori e figli a prendere tale decisione.
Grazie alle domande della giornalista Stefania Miretti e agli interventi di Eleonora Voltolina, è emerso che per quanto riguarda i giovani cervelli la motivazione principale rimane indubbiamente il mondo del lavoro, ormai in decrescita e poco disposto ad accettare l’intervento dei neolaureati, alla quale si uniscono cause legate allo studio e alla voglia di riscoprire se stessi per una generazione globalizzata smarrita in un paese ancora radicato a idee troppo lente per stare al loro passo.
Per quanto riguarda gli adulti, mentre da un lato si dimostrano disponibili ad aiutare i figli con tutte le proprie forze, nutrono internamente, con  grande rammarico, la consapevolezza di non aver fatto nulla affinché non si arrivasse a tale situazione.
In conclusione non resta che vedere se un giorno, speriamo non troppo lontano, l’Italia potrà essere un paese da cui non bisognerà fuggire, ma in cui poter restare per ripartire, sperando di non ripercorrere i medesimi passi falsi.

Michelle Roveda