Il libro che i ragazzi dell’Alfieri avevano letto per prepararsi all’intervista di Microfonando con Chiara Gamberale è “L’amore quando c’era”. Trovate sotto il commento sul libro le impressioni sull’intervista e naturalmente il podcast. In chiusura il commento della Gamberale sulla sua classe adottiva dell’Istituto d’Istruzione Superiore Cravetta-Marconi di Savigliano

E’ un libro che si legge in un’oretta, veloce, semplice e scorrevole. La struttura del libro è priva di narratore esterno e interamente costituita da una serie di e-mail e messaggi inviati fra i due protagonisti, Tommaso e Amanda. Pensavo che questo stile di scrittura, costituito unicamente dai “discorsi diretti” fra i due protagonisti, primo poi sarebbe risultato monotono e di conseguenza non mi sarebbe piaciuto. Invece mi sbagliavo: in questo modo Tommaso e Amanda risultano gli unici veri protagonisti del racconto, e tramite i loro discorsi il lettore riesce a seguire lo svolgimento della vicenda in modo semplice e chiaro. Il libro narra di una comune storia d’amore, che nella sua semplicità tenta di esporre uno dei concetti più difficili da comprendere in assoluto: l’amore. Un libro piuttosto breve che mi ha molto colpito e fatto riflettere.

Elisabetta Poma

Le prime impressioni arrivate sull’incontro con la Gamberale

Una chiacchierona, Chiara Gamberale, disponidbile e solare, interessata all’intervista e al confronto con noi. Da come ha parlato, ho capito che lei si mette molto in gioco attraverso i suoi personaggi, che  acquistano quasi una vita propria. Non ha paura di parlare di se stessa, anzi cerca proprio di trasmettere qualcosa a chi legge o ascolta le sue parole, e ci riesce. Se il format era quello dell’intervista, quest’ultimo in realtà è stato più un incontro.

Beatrice Cantino

Abbiamo intervistato, in un hotel vicino alla stazione Porta Nuova di Torino, Chiara Gamberale. E’ stata un’intervista molto piacevole, mai noiosa, nonostante sia stata molto più lunga delle precedenti. Dopo un breve attimo di imbarazzo iniziale, è stato naturale riuscire a rompere il ghiaccio e così è nata una conversazione quasi amichevole, in cui noi “intervistatori” abbiamo cercato di comprendere i temi fondamentali espressi dalla Gamberale nei suoi romanzi. La scrittrice mi è sembrata una persona molto socievole e affabile, anche se ho notato in lei una certa fragilità, che si mostrava nel parlare di romanzi e storie a cui è legata e che, probabilmente, le evocano particolari ricordi e momenti della sua vita. E’ stata molto disponibile nel raccontarsi a noi, narrandoci persino un piccolo aneddoto avvenuto durante la preparazione del suo romanzo.

Vladimiro Labate

Sentiamo in chiusura cosa scrive della sua classe adottiva Chiara Gamberale

Essere adottata dalla scuola di Savigliano ha riempito la mia testa, il mio cuore, la mia pancia. Di occhi curiosi, domande, perché, della sensazione, fondamentalmente, che davvero famiglia è dove famiglia si fa, come afferma Mandorla, la protagonista de “Le luci nelle case degli altri”, anche lei adottata in una maniera anomala, da un condominio intero. Una famiglia che ha a che fare con la letteratura, le speranze e le paure, quella che è nata a Savigliano e che poi, i ragazzi del liceo Alfieri di Torino, con un’intervista radiofonica che non dimenticherò, hanno battezzato.

Chiara Gamberale