“La fede dev’essere scomoda. La fede comoda non serve a niente.”

Così comincia l’intervista a Pierfrancesco Diliberto (in arte Pif), sceneggiatore, regista, attore e, di recente, anche scrittore. Proprio di fede, infatti, tratta il suo nuovo libro “…che Dio perdona tutti”, presentato Giovedì 9 maggio con la mediazione di Silvia Cannarsa, insegnante presso la scuola Holden.

Ma perché questo titolo? Pif spiega che l’espressione deriva dal proverbio siciliano “futti futti che Dio perdona a tutti”. Il protagonista Arturo è, infatti, uno dei cosiddetti “credenti per tradizione”, che si adagiano su quella fede comoda senza mai porsi vere e proprie domande. La sua vita cambia però con un incontro speciale, che lo porterà ad assumersi le proprie responsabilità e a fare i conti con la vera cristianità. .

La scelta di questo tema sembrerebbe inusuale da parte di un agnostico dichiarato come Pif, che però ironizza: “Da quando sono agnostico, la fede è molto più presente nella mia vita”: è proprio perché non è un vero e proprio credente che è portato a porsi molte più domande e a cercare delle risposte. Un ruolo chiave per la nascita di questo libro, racconta Pif, l’ha giocato Papa Francesco, che, come il Santo suo omonimo, “ci mette in crisi perché fa cose che potremmo fare tutti, amando il prossimo suo come se stesso”.

Pif si mostra sempre ironico e pungente, ma anche estremamente attivo nel panorama politico e sociale attuale: si presenta all’incontro con la t-shirt di un partito politico dichiaratamente di destra per fare satira anche contro le ultime vicende svoltesi attorno al Salone. Conclude mostrando un’altra t-shirt, questa volta dell’associazione ANPI, dichiarando: “Dal momento che la nuova moda è essere fascisti del nuovo millennio, io sarò partigiano del nuovo millennio”.

Baldazzi Margherita e Bindini Desiree,
Liceo Ariosto Ferrara

Vedi anche l’articolo della Redazione del Salone del Libro