“Il tempo è un fiume che ci trascina, ma noi siamo quel fiume, noi siamo il tempo…”

Così oggi il professore Mauro Dorato dell’Università degli Studi di Roma, dipartimento di filosofia della scienza, ha aperto l’incontro, durante il quale si è parlato della concezione del tempo dal punto di vista filosofico e fisico.

Inizialmente si è soffermato sull’idea di tempo: il tempo fugge, tanto da essere generalmente associato a metafore legate al movimento, e ci sfugge poiché non riusciamo a definirlo.

Ha individuato due diversi modi di percepire le relazioni temporali:  quello statico, basato sulla successione (tempo fisico, oggettivo), e quello dinamico, basato sul presente e che esprime il punto di vista di chi lo vive e ne parla (tempo mentale, soggettivo); da quest’ultima definizione, ha iniziato ad approfondire quella che è la segmentazione “comune”: esiste solo il presente, il futuro e il passato non ne sono altro che un’anticipazione e un ricordo. Come pensava Botticelli, “Uno e Trino”.

Proseguendo su quest’idea  Dorato introduce l’esperienza del passaggio, in cui si guarda allo stesso evento da tre punti di vista diversi, utilizzando come esempio l’ascolto di un brano musicale, nel quale si anticipa una battuta, la si percepisce e la si vive, ricordandola poi.

In conclusione, la tesi che solo il presente esiste è stata difesa da molti filosofi come una descrizione accurata della nostra concezione intuitiva del tempo.

In seguito lo studioso si è inoltrato nella spiegazione del tempo fisico, approfondendo molti aspetti tecnici, in alcuni casi non molto comprensibili per chi non aveva gli strumenti necessari.

In sostanza, una descrizione matematica di un moto di un punto materiale non ha alcun significato fisico se non si ha chiaro che cosa si intenda per ‘tempo’, ovvero la dimensione nella quale si concepisce e si misura il succedersi degli eventi; bisogna quindi tener conto del fatto che tutti i giudizi nei quali il tempo gioca un ruolo sono sempre dei giudizi su ‘eventi simultanei’.

Dorato ha approfondito quest’ultimo punto mediante il ragionamento di Einstein che esplicita in tre punti l’essenziale: ogni giudizio temporale metrico presuppone dei giudizi di simultaneità, solo la simultaneità locale è osservabile e quindi l’attribuzione di simultaneità tra due eventi a distanza è frutto di una stipulazione.

Il professor Dorato ha concluso l’incontro con il ‘viaggio sul treno di Einstein’ in cui spiegava tramite varie immagini e disegni tecnici, che a causa della relatività della simultaneità il nostro presente può essere il passato per alcuni ed il futuro per altri ancora; gli eventi quindi esistono tutti  e occupano in eterno il loro punto specifico nello spaziotempo, senza alcun flusso.

Niente di nuovo dal fronte del tempo, allora: la velocità con cui lo sentiamo passare è relativa e sempre lo sarà, e anche durante questo evento ne abbiamo fatto esperienza. Infatti, durante la prima parte dell’incontro il tempo è trascorso molto più velocemente rispetto alla seconda, più tecnica e forse più da difficile per essere compresa da tutti.

Francesca Manzon
Chiara Cozzarini