“E’ il culto,non la cultura che ha reso abitabile il mondo”. E’ così che ha esordito lo storico e critico d’arte, Clair Jean nella conferenza tenutasi in una delle sale del Salone , piena di artisti e non, curiosi di sapere “che cosa resta di sacro nell’arte di oggi”.Secondo Jean c’è bisogno di questi tempi di porre al centro il culto dell’anima, come già aveva anticipato Cicerone.Questo culto non ha bisogno di essere definito sotto il nome di qualche particolare religione, ma ha bisogno di esistere…qualunque esso sia, poiché appunto fa bene all’anima.I musei di oggi non sono più un’interazione,etimologicamente parlando, tra dei e uomini,ma un ammasso indefinito di materie e macerie. Il visitatore si sente smarrito in una giungla di temi e autori che non fanno che aumentare la sua insicurezza nei confronti dell’arte, che sempre più spesso non viene capita e apprezzata al meglio.
Bisogna quindi riportare al centro dell’arte un nume che guidi gli uomini e i loro sentimenti portandoli a riconoscersi in qualcosa. che trascende le macerie, rappresentazione di un mondo che già a loro appartiene.

Alessandra Speziali