1 ottobre 2017

L’età della rabbia

“È l’inizio di un incubo!”. “È peggio, è la realtà!”. Così è stato definita la vittoria elettorale di Trump nell’incontro L’età della rabbia, svoltosi presso il teatro comunale di Ferrara durante l’ultimo giorno del Festival. Tema saliente è stato senza dubbio la frustrazione dell’Occidente in crisi e, più in particolare, il risentimento in senso nietzschiano dell’uomo bianco eterosessuale. Il patriarcato bianco, infatti, sta assistendo ad un progressivo indebolimento della propria centralità

Lasciate a se stesse

“Lasciate a se stesse”. E’ questa la condizione di più di 276 ragazze nigeriane, rapite e seviziate dai militanti di Boko Haram. Durante l’incontro di Internazionale nel cortile del castello di Ferrara del primo ottobre, il giornalista tedesco Wolfgang Bauer racconta così le testimonianze delle donne, provando a capire il perché la società nigeriana accetti di convivere con la presenza di questa setta. Le vittime liberate sono addirittura costrette a

L’inchiesta in tv contro l’inchiesta per il web

Le due principali tipologie di inchieste, televisive e web-doc, offrono prodotti diversi ma sono tuttavia due realtà che dialogano strettamente. Cosa hanno in comune e in cosa, invece, differiscono? A parlarne sono, all’interno del Cinema Apollo, quattro giornalisti. Due di loro, Laura Silvia Battaglia e Sandro Lamorgese, si schierano a favore delle web-doc, sostenendo che sono molto più interattive e gradite agli utenti e non hanno limiti di durata. Costituiscono

Banche Impopolari

E’ in uno scenario di scandali bancari che i giornalisti della Repubblica Andrea Greco e Alessandro Vanni decidono di raccogliere teorie ed opinioni in un libro intitolato Banche impopolari, dal carattere tecnico-economico ma allo stesso tempo di grande efficacia comunicativa. Il focus degli autori si posa sugli effetti tanto positivi quanto negativi dei provvedimenti renziani del 2015 che hanno messo in pratica una discutibile operazione di salvataggio delle banche popolari

FGM: il coraggio di non rimanere in silenzio

Jaha Dukureh: la forza di una donna che è riuscita a cambiare la tradizione. Jaha viene dal Gambia, paese in cui è diffusa da sempre la pratica della mutilazione genitale femminile, brutale azione che viene praticata tutti i giorni su 6000 bambine provenienti da Africa e Medio Oriente . 200 milioni sono le donne che ne vivono le conseguenze e la protagonista del film è tra queste. Infatti a pochi

Date di mafia

La mafia fa parte della storia dell’Italia. Nella presentazione dei libri “Mafia del mio stivale” di Enzo Ciconte “Giorni di mafia” di Piero Melati, si sono analizzati passato, presente e futuro delle mafie, facendo un confronto tra Cosa Nostra e ‘Ndrangheta. Negli ultimi anni è avvenuta una silenziosa presa del potere dell’organizzazione criminale calabrese, che è arrivata a muovere 3,49 miliardi di euro all’anno contro 1,87 della mafia siciliana. L”Ndrangheta,

Non tutti i bastardi insegnano Greco

Mai come oggi il mondo dell’istruzione è messo sotto attacco, ostacolato e sottovalutato. Si propongono di dare una soluzione a tale situazione critica Christian Raimo e Girolamo De Michele, professori e scrittori, incontratisi questa mattina nel Chiostro di San Paolo. Il punto di partenza dell’analisi del declino del sistema scolastico è una serie di considerazioni sulla diseguaglianza. Questo fenomeno, spesso ritenuto superato, è in realtà tutt’ora presente nella quotidianità della scuola

Semi di cambiamento

L’agricoltura biologica può diventare un modello generale nonostante sia ancora così limitata? Con questa domanda la giornalista Marina Forti ha aperto l’incontro “Semi di cambiamento”, all’interno del Teatro Nuovo di Ferrara. A rispondere per primo è il presidente di Alce Nero, Lucio Cavezzoni. “Il biologico serve ad innescare il cambiamento nella società.” Secondo lui, infatti, nel biologico è presente non solo un’idea di mercato, ma una promessa di vita migliore.

Libia: una prigione a cielo aperto

L’Italia sostiene di aver trovato un modo di ridurre drasticamente il traffico dei migranti provenienti dalla Libia. La strategia individuata, però, non migliora la situazione critica delle migliaia di persone che cercano di fuggire, sposta solamente il luogo della carneficina dal mare alla terraferma trasformando la Libia in una “prigione a cielo aperto”. Khalifa Abo Khraisse, giornalista, sceneggiatore e regista di Tripoli, Stefano Agenziano, MSF, e Nancy Porsia, giornalista freelance, hanno discusso presso il Teatro