Notizie dagli scrittori

… E ora qualcosa di completamente diverso da un reportage. Di Giordano Meacci

In principio era il telefono Prima c’è stata questa telefonata in cui mi si diceva di essere stato adottato. Poi una decina di minuti di interrogativi. Miei, naturalmente. E ora? (Mi dicevo). No, dico. E ora? Che gli racconto, ai ragazzi che mi hanno adottato? La parola che ho in mente è grazie. Che è un po’ il grado zero e assoluto delle parole quando ancora le stiamo cercando; e

Terzo incontro per Mara Dompè

Ultimo incontro a Cisterna d’Asti. Per la terza volta mi avventuro lungo quella stradina stretta stretta che corre per cinque chilometri tra i boschi, prima di raggiungere il paesino. Ultimo incontro, e per me il più atteso, perché i bambini di terza, quarta e quinta hanno finalmente letto il mio libro, Spia, e non vedo l’ora di sentire le loro impressioni. Lo scatolone con le copie del libro era arrivato

Luigi Bolognini: non solo una lezione

Come fa un (quasi!) 45enne senza figli a confrontarsi con ragazzi che hanno drammaticamente (per lui) un terzo dei suoi anni, nati e cresciuti in un mondo totalmente diverso come valori, visioni, tecnologia? Qualche linguaggio comune, più dell’esperanto e anche dell’inglese, lo si trova, se si vuole. E il principale è il calcio: cambiamo pure regole, a questo sport, trasformiamolo in business e in show, ma la passione resta quella

Giuliano Pesce ci anticipa il Salone

Come avevo preannunciato nel precedente articolo su questo blog (http://bookblog.salonelibro.it/portare-la-narrativa-contemporanea-nei-licei/) il mio progetto consisteva nel cercare di far scrivere i ragazzi, mettendoli a confronto con le gioie e i problemi che ogni scrittore si trova davanti. Per fare questo, abbiamo letto e commentato assieme alcuni racconti di Primo Levi e Tommaso Landolfi. Dopodiché, abbiamo pensato a un tema comune su cui scrivere. È stato scelto un aereo, il quale sarebbe

Sabrina Rondinelli racconta la sua adozione all’Istituto Comprensivo Centallo-Villafalletto di Cuneo

Insieme ai ragazzi che mi hanno adottata ho trascorso sei ore. Tre incontri di due ore. Al termine dell’ultimo, ho pensato: “Peccato che siano stati soltanto tre. Avrei voluto incontrare ancora questi ragazzi”. Ci vedremo al Salone il 22 di maggio, certo, in occasione dell’incontro finale con le altre classi, tuttavia non sarà la stessa cosa. Non potrò più guardarli negli occhi a uno a uno. Mi sono impegnata per

Marco Tomatis nella 1° B della scuola media di Priocca

Anni di incontri nelle scuole mi hanno insegnato almeno una cosa. Che per la riuscita di un incontro con uno scrittore è necessario che i tre attori in campo, vale a dire ragazzi, insegnanti e autore si armonizzino tra di loro. Tirino il carro nella stessa direzione insomma.   Ora questo succede spesso, ma non sempre. Mi è capitato più di una volta di vedere insegnanti che, mentre uno si

Cose che mi sono capitate venendo adottato da un liceo di Cuneo, Italia. Di Marco Rossari

Scoprire che Cuneo si chiama così perché il centro assume appunto la forma di un cuneo. Quando l’ho riferito agli studenti, stupefatto, hanno riso. Risata liberatoria, immagino, perché mi facevano più sveglio. Andare a dormire ospite della gentilissima famiglia di un professore, poco fuori Cuneo. (La mattina dopo, quando siamo entrati in città, avevo un’ora abbondante buca prima dell’incontro, così mi sono fatto lasciare in centro a fare quattro passi

Pietro Grossi si racconta tramite i ragazzi

C’è sempre un’aria densa, in una classe del liceo. Sarà la poltiglia di sogni e frustrazioni che ogni giovane si porta dietro, ma quell’aria ti pare quasi di poterla toccare, strizzarla tra le mani. Era parecchio che non passavo così tante ore con dei ragazzi, mi ero dimenticato come il tempo si compatti, come ogni minuto abbia il peso di un’ora, qualche volta di un giorno. Loro stanno modellando le

Ex Cathedra

Io quando entro in classe non mi siedo mai dietro la cattedra, ma sopra la cattedra. Non essendo molto alto, visto dalla prospettiva degli alunni, sono molto buffo. Ho le gambe corte e quindi appaio ancora più piccolo di quanto non sia, tipo un troll, tipo un hobbit.  Questa posa che assumo è voluta e pensata, perché so che produco negli altri un certo sentimento. È una tecnica. Voglio che

Silvia Ballestra

E’ la terza volta che partecipo ad “Adotta uno scrittore” e lo faccio sempre con grande piacere perché mi consente di ascoltare i ragazzi. Sono stata adottata da una gran bella classe: attenta, vivace, partecipe. La prima volta che ci siamo visti abbiamo parlato di terremoto e di animali, partendo dal mio libro “Vicini alla terra”. Ho raccontato di come la Protezione Civile Piemonte fosse presente in forze a Norcia