Organizzare festival letterari, diversamente da come si pensa, è un mestiere che si è evoluto nel corso degli ultimi anni. In quest’incontro vengono presentati i due organizzatori del festival ‘Caffeina’ di Viterbo, Andrea Baffo e Filippo Rossi. Partiti da un evento di 10 giorni, un incontro al giorno, il numero è cresciuto fino a 450, con formula standard.

Prima riflessione è proprio sul nome, così inusuale, ‘Caffeina’. Questo prende spunto dai caffè letterari che si svolgevano nel 1800 tra gli intellettuali e dall’idea di stimolare la cultura sia nella città sia nell’individuo. Oltre al nome, non è neanche casuale la scelta della città: infatti per Viterbo, quest’occasione non rappresenta solo un aumento del turismo ma anche una spinta per i giovani a leggere di più e dunque ad ampliare il loro campo di conoscenze. Infatti in questi ultimi anni si è notato anche un aumento del volontariato fra gli studenti, accrescendo la partecipazione di tutti, pubblicizzando questo evento. Questo festival coinvolge tutti gli abitanti di Viterbo, anche coloro che sono meno dediti alla lettura, senza rappresentarne un problema.

” All’inizio il problema era quello di trovare autori che fossero disponibili a partecipare a un festival ancora sconosciuto. Inventavamo storie, ingigantendo la nostra popolarità, e raccontavamo bugie riguardo al numero di eventi”, confessa Rossi, “adesso il problema è riuscire a gestire il tutto”. Il tema affrontato in questa conferenza è l’unicità di ‘Caffeina’, in quanto nasce dal basso e vede lo sviluppo prima del prodotto e poi del produttore. Ci sono sempre aspetti diversi da considerare, il primo è proprio trovare un autore.

“E’ stato facile per noi. Se l’autore accetta l’invito, questo deve essere ringraziato e coccolato”, prosegue Rossi. Dunque emerge un senso di rispetto verso l’ospite, ponendo l’accoglienza al primo posto, sotto qualsiasi punto di vista. Diverse volte è stato ripetuto questo concetto, sottolineando quanto sia importante l’ospitalità.

Il festival in sè rappresenta il contenitore di molti eventi, che a loro volta sono i contenuti.

Tra le numerose idee proposte dagli organizzatori, c’è un sogno, probabilmente irrealizzabile, di un grande festival degli omonimi: il progetto consiste nell’invitare omonimi di scrittori famosi a discutere del libro del vero autore. Nonostante possa trarre in inganno, ci assicurano Rossi e Baffo, questo non rappresenta una truffa, in quanto ciò che conta è il libro.

In conclusione ‘Caffeina’ ha trasformato Viterbo, solitamente conosciuta come città dei Papi, in un polo letterario.

 

Giorgia Masaniello, Lorenzo Mollo

Liceo classico Vittorio Alfieri, Torino.