Boy è un libro dalle mille sfaccettature, che riesce a toccare tematiche molto delicate senza però risultare superficiale.

A presentarlo è l’autrice Wytske Versteeg, definita dal quotidiano olandese NRC Handelsblad  “una delle migliori autrici della sua generazione per composizione, sottigliezza, espressività e stile”.

La forza del romanzo si manifesta già nell’incipit: viene ritrovato il cadavere del giovane protagonista, ma non si ha alcuna informazione riguardo le cause della sua morte. Per indagare su queste, la vita del ragazzo viene ripercorsa attraverso gli occhi della madre adottiva e di coloro che hanno fatto parte della sua breve esistenza.

Tra i vari temi affrontati, il bullismo assume una particolare centralitá insieme alla genitorialità, alla ricerca di una sessualità propria e alla dualità del personaggio di Boy. Questi, da un lato rimane una figura reale e vivente, dall’altro è invece idealizzata dalla madre che lo ricerca nelle parole e negli sguardi altrui. Per tutto il corso del romanzo, alla donna non vengono mai attribuiti un nome proprio e una descrizione fisica, sebbene il ruolo che svolge nella storia sia essenziale. In più la sua relazione con il figlio è molto delicata: infatti ella non riesce a comprendere pienamente la sensibilità di Boy e il suo unico obiettivo è quello di fortificarlo. Entrambi condividono una medesima caratteristica: la volontaria accettazione del vittimismo, ostacolo che si rivela insormontabile.

L’atmosfera che viene maggiormente percepita durante la lettura è senza dubbio quella di profondo disagio, accompagnato da un grande senso di solitudine e mancanza di empatia e stabilità, tutti fattori che evidenziano la ricerca di una propria identità da parte dei personaggi.

Anche la negatività dell’ambiente scolastico viene più volte ripresa: i docenti di Boy sembrano non essere in grado di assumersi le proprie responsabilità e additano come colpevole l’insegnate di teatro, che si rivela essere una costante nella vita del giovane. Ella infatti instaura con lui un profondo rapporto, dopo aver compreso le sue difficoltà. Entrambi sono vittime di bullismo, seppur in maniera diversa, e perciò cercano di aiutarsi a vicenda.

Lo scopo del romanzo è in conclusione quello di mostrare la complessità che sta dietro all’accettazione di se stessi e del prossimo e allo stesso tempo sottolineare realtà spesso scomode, che nonostante tutto vale la pena raccontare.

Alisia Rizzi e Sara Zanardi