Bjorn Larsson è la “voce indipendente” che giovedì 14 maggio ha raccontato come vivere e come scrivere di mare, attraverso personali esperienze, riflessioni e letture. Il primo ricordo che ha dell’acqua, racconta l’autore, risale alla morte del padre in un lago, avvenuta quando lui era ancora troppo giovane; ciò lo ha portato, al contrario di quello che si potrebbe immaginare, a sviluppare quell’amore per la dimensione più sconfinata e misteriosa dell’acqua: il mare. Così, Bjorn è partito per la Svezia occidentale (ebbene si, l’autore è svedese, e parla un italiano quasi impeccabile!) dove la sua passione ha preso forma, attraverso la scoperta dei fondali marini e la navigazione. Ma la visione del mare cambia a seconda della diversa prospettiva: un subacqueo, un marinaio e un osservatore sulla riva non ne avranno mai la stessa impressione. Così anche lo scrittore: solo chi ha la fortuna di trovarsi ad ammirare quella distesa infinita d’acqua da terra può godere pienamente della sua bellezza e del suo fascino.

Bjorn ha una grande passione per la letteratura e unendola a quella per il mare, lo ha ricercato e analizzato in ogni romanzo: “ci sono molti miti sul mare, che i grandi scrittori hanno incoraggiato”, ci dice, e spiega anche come molti autori raccontino il mare pur non avendolo vissuto, e come altri, grandi come Dumas e Verne, abbiano vissuto il mare senza mai renderlo protagonista, abbandonandolo sullo sfondo. Bjorn ci racconta poi di un grande classico, quello che ingenuamente si potrebbe considerare il mito del marinaio vagabondo: l’Odissea. Ma secondo lo scrittore, il poema è solo erroneamente interpretato, e Ulisse è solo un soldato condannato al mare, costretto ad esso come unica via di ritorno a casa. Mentre un vero marinaio è colui che riconosce la tempesta e la sua pericolosità, ne valuta i rischi e agisce di conseguenza; colui che non ama il mare, ma la sua nave, per lui amante, compagna di viaggi, e casa in ogni luogo.

Perché, mentre il mare significa incertezza, la nave è una certezza.

Giovanna Buzzo e Chiara Cozzarini

Liceo Grigoletti, Pordenone