“Nell’incertezza del presente, per evitare che un conflitto diventi violento bisognerebbe spostare la violenza su un piano immaginario.”

Con questa frase Ascanio Celestini al Salone del Libro, presentando il suo nuovo libro, parla dell’utilità e della bellezza delle “Barzellette”, titolo della sua opera. Queste, assieme ai giochi, permettono infatti all’umanità di “giocare” con lo schifo che c’è nel mondo senza permettere che questo sfoci in violente manifestazioni. Finché la guerra rimane sulle scacchiere, per esempio, l’uomo non va incontro a nessun pericolo, ma quando gli eserciti si affrontano sul campo la questione è certamente più grave.

Celestini ha trasformato quindi una conferenza di presentazione in un incontro personale con lui, gestendo l’evento in modo comico e teatrale, con la compagnia di qualche nota di sottofondo offerta da una fisarmonica, impersonando il dialogo tra un ferroviere e un becchino che si raccontano aneddoti e barzellette. Ha permesso a chi era presente di divertirsi, di ridere, ma nello stesso tempo di pensare e ragionare sulla nostra condizione attuale. Alle barzellette più spensierate infatti, finalizzate al solo svago si alternavano riflessioni più complesse, sempre impostate a sfondo comico.

Il messaggio di Celestini era chiaro: continuate a tramandarvi queste ricco patrimonio qual è quello delle barzellette, continuate a ridere, ridere, ridere, usate ironia e non fate la guerra.

 

Alessandro Mauceri