La Redazione ringrazia per le foto e per il resoconto del terzo incontro di Tomatis con le classi 3^C (prof.ssa Marica Scattarelli) e  2^D (prof.ssa Marina Bruno). Con letture di Marlen Pizzo, che ha accompagnato Tomatis con delle letture nell’incontro.

Matinée d’eccezione giovedì 26 aprile al Teatro della Jaquerio di Buttigliera Alta. Alle 11 abbiamo preso posto sulle soffici poltroncine di velluto, guidati da impeccabili maschere verso i posti numerati. In sottofondo, in un primo momento, si sentiva il solito brusìo che precede tutti gli spettacoli teatrali e, quando si sono abbassate le luci, la sala è piombata nel silenzio più assoluto. Ottanta occhi si sono automaticamente diretti verso il sipario mentre un occhio di bue proiettava il suo cerchio luminoso sul sipario: si è diffusa un’arietta ritmata, i pesanti tendoni rossi si sono aperti e, incastonata nella luce di un proiettore, è apparsa sulla scena lei, la protagonista della mattinata: Marlen Pizzo.
Ad essere sinceri non è andata proprio così o, per meglio dire, non tutto si è svolto nel modo descritto.

Era il 26 aprile, al mattino. Il teatro era la nostra solita scuola, la sala adibita allo spettacolo era la consueta aula destinata agli incontri di “Adotta uno scrittore”, scomodi sedili di legno sostituivano le poltroncine imbottite e le maschere erano le nostre prof.sse Bruno e Scattarelli, che ci indicavano i posti in base alla nostra statura e stazza. Non c’erano né musica né sipario né sofisticati diffusori di luce, ma la comune porta e le fredde luci al neon al soffitto. Il brusio sì, quello c’era, come pure l’attesa, tanta e nervosa.

Quando la Pizzo, l’attrice prima donna, ha fatto la sua comparsa sulla soglia non aveva affatto l’aria da diva che molti di noi avevano immaginato. Avanzava verso di noi una ragazza giovane, capelli scuri raccolti sulla nuca, occhiali da vista, non un filo di trucco, pantaloni e blusa neri, stivaletti corti e calze di lana spessa. Sembrava una di noi. Ci siamo rilassati. Lei ci ha guardati incuriosita e con un sorriso materno e rassicurante stampato sulla faccia. Dopo le presentazioni fatte dal regista dell’evento, Marco Tomatis, lo spettacolo ha avuto inizio.

L’attrice ha letto diversi brani tratti da alcuni dei libri già editi di Tomatis, come Checco detto finocchio si salvò, Luna nella foto, Le cose che non sai di me, Un anno dopo l’amore, e in anteprima assoluta, ha letto anche alcune pagine di due prossime new entry in libreria: Che ne sai tu dell’amore e Ti volio tanto bene.

Durante la sua performance l’attrice è rimasta all’impiedi, ferma al suo posto, diritta, limitando molto la gestualità, ma le espressioni del viso e l’espressività della voce erano potenti e formidabili. Ci ha colpiti la pronuncia chiara, la dizione perfetta, il procedere sicuro nella lettura, senza incespicare, l’uso sapiente delle pause, sempre fatte al momento giusto, per farci tirare il respiro e creare l’attesa del dopo. Superlativa è stata la voce che, a seconda delle situazioni, si faceva cristallina, acuta, roca, profonda, cavernosa, suadente, sempre pronta ad alternare volumi, toni e ritmi. Il suo modo di leggere, espressivo e ricco di sfumature, ha saputo far materializzare i personaggi davanti ai nostri occhi al punto che ne percepivamo chiaramente gli stati d’animo, i pensieri, gli umori, le intenzioni. Non solo sembrava che Marlen e i personaggi fossero un tutt’uno, come se le vicende lette stessero accadendo proprio a lei, ma l’attrice ci ha anche quasi ipnotizzato e, facendoci nascere nuove emozioni, ci ha trasportato nel mondo descritto dall’autore. Molti di noi, infatti, hanno chiuso gli occhi per immedesimarsi meglio nella situazione o nel personaggio presentati. Quasi tutti ci siamo sentiti ora Enrico ora Even ora Rocco ora Luna ora Michele ora Angelo e tutti abbiamo vissuto la vicenda che ruota attorno o a una supplente ottusa o al lancio di un uovo o al risveglio da un coma.

Le due ore, però, non sono state occupate da una sequela ininterrotta di letture. Prima di ogni pezzo Tomatis ci ha inquadrato le situazioni che gli hanno dato lo spunto per i vari episodi. Si trattava o di esperienze, anche buffe e quasi al limite dell’immaginabile, vissute dall’Autore in prima persona, o di sue letture. Con questo, ancora una volta, Tomatis ha voluto farci capire che le idee sono attorno a noi e che uno scrittore deve essere pronto a incamerarle per utilizzarle al momento opportuno.

Anche l’attrice, notando la nostra intensa partecipazione, ci ha spiegato che un artista, nel leggere, deve immaginare la scena e calarsi nel personaggio a cui dà voce per dare colore alla lettura e con l’immaginazione deve saper rappresentare anche i suoni, i rumori, le varietà cromatiche della parola perché  possa riportarli all’esterno e avvincere l’ascoltatore.

Scuola Jaquerio Buttigliera AltaÈ superfluo ricordare che ogni lettura è stata seguita da applausi a scena aperta. All’incontro, come ospiti d’onore, erano presenti anche la Dirigente Scolastica e l’Assessore all’Istruzione del Comune di Buttigliera. A conclusione dell’incontro, abbiamo regalato a Tomatis – in ricordo dell’attività svolta – un fascicolo contenente dei nostri brevi saggi narrativi, mentre lo scrittore ha lasciato alla Biblioteca della scuola alcune sue opere. Alla fine della giornata ultima fatica per Tomatis: si è sottoposto di buon grado a firmare e personalizzare le dediche sui nostri libri, con l’aiuto di Marlen Pizzo.

Il 12 maggio, presso la Sala Consilare del nostro Comune, incontreremo con il nostro scrittore anche  Loredana Frescura, che ha espresso il desiderio di conoscerci. L’incontro è stato favorito dalla Casa editrice Loescher che, per l’occasione, distribuirà a noi che abbiamo partecipato ad “Adotta uno scrittore” una stampa digitale del nuovo libro di Frescura – Tomatis, Ti volio tanto bene.

In questo modo non adottiamo solo uno scrittore, ma ben due. Quando si dice “prendere due piccioni con una fava”!