In seguito all’interessante riflessione sulla vita dopo la morte da parte dell’arcivescovo Vincenzo Paglia, siamo stati travolti da affermazioni diametralmente opposte: Alberto Giuliani non solo non offre un’interpretazione personale dell’aldilà, ma sembra non avere intenzione di affrontare questo problema da vicino. Il suo ultimo libro “Gli immortali” racconta infatti la sua esperienza di oltre cinque mesi alla ricerca di un uomo proveniente dal futuro: ma per capire i motivi di questa avventura bisogna fare un passo indietro.

Un Alberto Giuliani appena ventenne si trova presso il lago Bajkal in Siberia per motivi di lavoro; una sciamana indigena gli predice il futuro, leggendogli le mani. Alberto, scettico a riguardo, non dà molto peso alle parole della donna. Non cambia opinione neanche pochi mesi dopo quando, in India, un bramino di cui era ospite gli profetizza avvenimenti analoghi a quelli dell’indovina: un matrimonio con una donna ricca di sua conoscenza da cui nascerà un figlio, ma anche la morte imminente, in una calda giornata dei suoi 43 anni e la possibilità di consigliarsi con un uomo del futuro, che gli indicherà la retta via. Ma è costretto a ricredersi quando, dopo aver sposato una donna apparentemente a lui sconosciuta, ritrova una vecchia foto che testimonia un precedente incontro tra i due. La scoperta sancisce una svolta nella sua vita: spinto dalla paura (ma anche dalla curiosità) a trovare il misterioso uomo dal futuro, intraprende un viaggio alla ricerca di luoghi in cui appassionati di ogni genere stessero lavorando a progetti all’avanguardia. La sua avventura lo porta a visitare mondi incredibili; tra crioclonazione, robotica umanoide ed esercitazioni spaziali Alberto avrà trovato la chiave dell’immortalità?

Andreea Quaglia e Francesco Vitali

Liceo Alfieri