Il Cravetta Marconi di Savigliano ha adottato il Bibliofilo Marci Lupo. Ecco le impressioni della classe dopo il secondo incontro. 

Nella mattinata di martedì 30 aprile Marco Lupo è tornato all’I.I.S. “Aimone Cravetta” per il secondo incontro del progetto “Adotta uno scrittore”.

Lupo, ci permettiamo di sottolineare, è nato per essere un bibliofilo e per fare il libraio. Il libraio che osserva e ha una parola e un consiglio letterario per tutti i tipi di avventori, il libraio di cui descrive le attitudini nell’incipit del libro Hamburg. La sabbia del tempo scomparso. Ci siamo sentiti frequentatori della libreria in cui da anni Lupo lavora, la Luxemburg di Torino, anche se eravamo seduti nell’Aula magna del nostro istituto. E questo perché, prendendo spunto dalle nostre curiosità, non ha smesso di incantarci recensendo libri, molti dei quali  aveva portato con sé: Il commesso di B. Malamud, il testo “scintilla” che gli ha fatto venir voglia di scrivere con empatia; il Dizionario mitologico, da aprire a casa per scoprire una storia (lui ci ha letto un brano sulla dea Atena); Pedro Paramo di J. Rulfo, opera che lo ha “riconciliato con gli esseri umani” e attraverso il cui realismo magico “vedere oltre la banalità e la mediocrità”; La malora di B. Fenoglio, su cui si è soffermato essendo passato da poco il 25 aprile e che lo ha “aiutato ad affrontare” momenti difficili del suo privato; I quarantanove racconti di E. Hemingway e in particolare Grande fiume dei due cuori, capaci di “mettere in moto l’immaginazione”; La paura e altri racconti della Grande Guerra di F. De Roberto, “che ha unito l’Italia mediante i diversi dialetti dei soldati”; La vita agra di L. Bianciardi, “molto utile per capire anche oggi come funzionano le cose”; Un anno sull’altipiano di E. Lussu, che ci ricorda quanto “è difficile essere coscienze critiche e voci libere”; e ancora L’isola di Arturo di E. Morante, Casino totale di J. Izzo, Mattatoio n. 5 di K. Vonnegut, Austerlitz di W.G. Sebald. Un libraio, come si può ben capire, che è fortemente convinto che esista un libro giusto per tutti, anche per l’adolescente più restio alla lettura o intriso di pregiudizi davanti a una copertina o a un’eccessiva mole di pagine.

Nella seconda parte dell’incontro abbiamo rivolto a Lupo domande più specifiche sui trascorsi da scrittore e sul suo primo libro, Hamburg. E così abbiamo scoperto che ha scritto molti racconti, pubblicati su diverse riviste specialistiche; che ha temuto, come tutti gli esordienti, le stroncature (non arrivate!); che la stesura del testo è durata ben 4 anni e mezzo; che ha inserito nel libro delle foto, messe a disposizione dal governo tedesco, perché crede fermamente nella potenza dell’immagine storica, specie in un romanzo documentale quale è il suo; che la narrazione di Hamburg è volutamente frammentata, perché, come negli Esercizi di stile di R. Queneau, risultino evidenti le innumerevoli possibilità della letteratura, la cui forza è quella di “poter essere un linguaggio universale”.

Prima dell’appuntamento al Salone Internazionale del Libro di Torino lunedì 13 maggio, abbiamo ancora due ore, martedì 7, da trascorrere con lo scrittore da noi adottato e siamo certi che ci stupirà con le recensioni iconografiche che ci ha promesso.

Leggi anche il resoconto del primo incontro