Nell’Indipendents’ Corner del Salone Internazionale del Libro di Torino 2016 si è tenuto l’incontro sull’ultimo libro di Lodovico Festa: “La provvidenza rossa”. L’autore è nato a Genova ma è sempre vissuto a Milano, dove si è perfettamente integrato, e dove infatti ha ambientato il suo giallo, collocato temporalmente nell’autunno del 1977. Il libro si apre con l’omicidio di Bruna Calchi, fioraia e membro del Partito Comunista Italiano, trovata morta, ammazzata da una sventagliata di mitra. Ciò porta all’inizio di due indagini parallele, quella ufficiale della polizia e quella segreta del Partito.

A detta dell’intervistatore Alessandro Robecchi, con questo libro Festa ci regala un affresco ben curato dei meccanismi di quel periodo e crea una ragnatela di rapporti, doppiogiochismi e morali che avvolge il lettore. Durante il dialogo tra Festa e Robecchi, il primo afferma di provare per quei tempi un misto tra un senso di nostalgia e di liberazione, dovuti all’affetto provato per le persone che credevano fortemente insieme a lui in quegli ideali e al fatto che ora non esista più questo partito, in quanto non sarebbe possibile la sua sussistenza nel mondo odierno con un’integrità tale a quella del passato.

L’autore ha poi raccontato un aneddoto per esplicare meglio ciò che egli ha chiamato “dna mondiale dei comunisti”: un poeta cinese, un matematico cecoslovacco e un poeta inglese si incontrano, e il poeta cinese è molto più affine al matematico che non al collega inglese; questo perché il senso politico da cui sono accomunati supera l’attinenza tra i due mestieri uguali.

L’incontro si è svolto in un clima alquanto scherzoso a tal punto da fare notare la morbida ironia, mai sfociata in sarcasmo, rivolta, nel libro, ai vecchi compagni del Partito e da evidenziare le dettagliate descrizioni dei personaggi, che, scherzando, sono state paragonate al “nome, cognome e numero di matricola” dell’esercito sovietico. Ed è all’esercito che è stata anche paragonata la rigida struttura del Partito Comunista, definito appunto “un apparato con una logica militare ben definita”.

Robecchi ha concluso invitando calorosamente i presenti a leggere il libro e, dopo un incontro così emozionante, anche noi siamo ben disposti a fare lo stesso.

Alessandra Cordiano, Stefano Di Perna – Liceo Alfieri