Nel 2014 esce per Raffaello Cortina Editore l’ultimo libro del professor Frans de Waal, saggista e primatologo, intitolato Il bonobo e l’ateo, vincitore del premio Galileo 2014. Lo studioso immagina un dialogo tra un bonobo, specie da lui studiata perché considerata molto evoluta, ed un ateo, a proposito della religione e della morale umana. Risalendo alla diatriba tra Darwin e lo zoologo Huxley, si indaga sul comportamento dei primati e sullo stimolo che li spinge ad agire, sia esso dettato dalla morale o dall’istinto.

I bonobo vengono sottoposti a diversi test, come quello della riconciliazione dopo un litigio e dell’empatia, poiché essi, a differenza dei più conosciuti cugini scimpanzé, non hanno un’indole aggressiva e si prestano a questo genere di esperimenti. Queste intelligenti scimmie superano positivamente anche i test di empatia, che richiedono abilità cognitive per riconoscere le emozioni altrui, e capacità emotive, e se vengono messi di fronte ad uno specchio o ad un video, essi tendono a riprodurre gli stessi movimenti fatti dall’immagine. Altri test di analisi sono quelli sulle capacità di riconoscimento di se stessi di scimmie ed elefanti: entrambi si riconoscono e si accorgono di avere un corpo estraneo applicato sulla pelle grazie all’immagine riflessa, e capiscono come muoversi per rimuoverlo.

Posti a confronto con un loro simile che soffre, i bonobo si avvicinano e lo consolano attraverso il contatto fisico, con una carezza. Le scimmie madri sono molto affettuose e sono le prime a mostrare comportamenti empatici verso i piccoli, che siano i loro o che siano altri cuccioli rimasti orfani. Tramite particolari test, la squadra del professor de Waal ha riscontrato che se un individuo ha la possibilità di aiutare l’altro senza danneggiare se stesso, lo fa quasi sempre; se invece non lo fa, l’altro animale si infuria e mostra di essere geloso.

Invece se per certi esercizi è necessaria la collaborazione tra due soggetti per raggiungere un risultato, come spostare una quantità di cibo molto pesante, gli animali si dimostrano subito disponibili all’aiuto e il sostegno reciproco.

Il primatologo ha quindi dimostrato che anche le scimmie, ed in particolare i bonobo come specie grazie alle loro caratteristiche, hanno un senso morale che influenza gran parte del loro comportamento, a conferma delle teorie di Darwin. E riconferma la differenza che intercorre tra la religione, dagli uomini confusa con la morale, e la morale stessa, il senso di giustizia che gli animali provano istintivamente.

 

 Denise Turazzi, Liceo Classico L. Ariosto